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Inariditi/Whithered Ones – Nuova Razza/New Race

13 Maggio 2025 - Races

ITALIANO

Razza: Inaridito (Withered One)

“Le ossa scricchiolano, ma la volontà è ferma. Siamo ciò che rimane quando tutto il resto si dissolve.”

Descrizione

Gli Inariditi sono esseri non-morti antichi, il cui corpo ha subito un processo di mummificazione naturale o magica. Diversamente dagli zombie comuni, non sono schiavi della fame o del caos: sono esseri razionali, autonomi, legati a un passato dimenticato. Essiccati da secoli sotto il sole cocente o imprigionati in tombe perdute, hanno mantenuto intatta una scintilla di coscienza, trasformandosi in osservatori immortali del tempo e custodi di saperi sepolti.

Sebbene il loro corpo sia fragile, la loro mente è spesso lucida, ferma come la pietra, e la loro presenza incute un rispetto antico. Gli Inariditi sono testimoni viventi di epoche sepolte, spesso carichi di missioni rimaste incompiute o legati da giuramenti dimenticati perfino dagli dei.


Tratti Razziali degli Inariditi

Incremento dei punteggi di caratteristica. Il tuo punteggio di Saggezza aumenta di 2 e quello di Costituzione di 1.

Età. Gli Inariditi sono tecnicamente immortali. Molti hanno già centinaia di anni, ma non invecchiano ulteriormente una volta essiccati.

Allineamento. Gli Inariditi tendono alla Legge e alla Neutralità. La loro lunga esistenza li ha resi contemplativi, ligi al dovere e al ricordo.

Taglia. La maggior parte degli Inariditi mantiene le dimensioni originarie del proprio corpo (di solito Medium).

Velocità. La tua velocità base sul terreno è di 25 piedi.

Corpo Essiccato. Il tuo corpo è stato essiccato dal tempo e dalle magie. Hai resistenza al danno necrotico e al danno da fuoco.

Eredità Sepolta. Scegli una competenza tra Arcana, Storia o Religione: rappresenta la conoscenza delle antiche ere che ricordi.

Memoria della Tomba. Non hai bisogno di mangiare, bere, dormire o respirare. Per beneficiare di un riposo lungo, devi semplicemente restare immobile e inerte per 4 ore, durante le quali sei cosciente.

Presenza Inquietante. Le creature viventi percepiscono inconsciamente la tua aura di morte sospesa. Hai vantaggio su prove di Intimidazione contro creature che respirano.

Corruzione Stabile. La tua forma non è più soggetta a mutazioni. Sei immune alle malattie e non puoi essere trasformato o posseduto magicamente contro la tua volontà (come da effetti di possessione o polimorfismo indesiderato).

Lingue. Parli, leggi e scrivi il Comune e una lingua antica a tua scelta (come l’Infernale, il Primordiale o il Necronico).

Nomi e Soprannomi

Gli Inariditi raramente conservano i loro nomi originali, poiché le ere che hanno attraversato hanno eroso identità e lingue. Tuttavia, spesso adottano titoli e nomi legati a concetti, funzioni o ricordi evocativi: “Custode delle Sabbie”, “Voce del Silenzio”, “Eco del Sole”, “Il Resto”, “Ossa Asciutte”. Molti utilizzano nomi rituali legati a ruoli religiosi o di lignaggio: “Sepolto Primogenito”, “Archivista d’Ombra”, “Sovrano Infranto”. I popoli viventi li chiamano con timore o rispetto, spesso usando soprannomi come “Essiccati”, “Mummie”, “Vegliardi Immobili”, “Guardiani delle Dune”, o “Figli del Sole Morto”. Tra i non-morti, sono noti come “I Fermi”, per via della loro immobilità deliberata e controllo su sé stessi.


Aspetto Fisico

Gli Inariditi appaiono come cadaveri conservati e prosciugati, con la pelle ridotta a una pergamena spessa, rugosa e tesa sulle ossa. I loro corpi sono scheletrici ma sorprendentemente resistenti, privi di umori, con muscoli secchi e aderenti. La pelle va dai toni cuoio scuro al sabbia pallido, spesso coperta da simboli tatuati o scolpiti. Gli occhi sono nient’altro che cavità vuote o bagliori soffusi color ambra, ocra o cremisi. Indossano mantelli polverosi, tuniche rituali o bardature risalenti a civiltà scomparse. Le mani terminano in dita sottili e affilate, e i movimenti sono lenti ma precisi, come statue che si risvegliano solo per scopi ben calcolati. Alcuni portano maschere cerimoniali o corone consumate, per nascondere i resti della regalità o sacerdozio perduti.


Personalità

Gli Inariditi sono riflessivi, pazienti, e dominati da una calma atemporale. Hanno abbandonato le emozioni superficiali, sostituendole con discipline interiori impenetrabili. Parlano raramente, e ogni parola è misurata, spesso carica di significati multipli. Non mostrano reazioni immediate, ma osservano e ponderano con una lucidità che può risultare inquietante. Sono portati alla meditazione, alla contemplazione della rovina e alla conservazione della conoscenza. Nonostante ciò, conservano una certa empatia spenta: comprendono dolore, desiderio e passione… ma solo come concetti antichi, non più come impulsi. Alcuni Inariditi sviluppano forme profonde di nostalgia, una malinconia che li spinge a vagare tra le rovine per ritrovare un senso di identità o perdono.


Società

La “società” degli Inariditi non si fonda su relazioni vive, ma su architetture del pensiero. Quando si incontrano, lo fanno come custodi di una memoria collettiva: si riconoscono tramite posture rituali, frasi codificate e simboli tracciati nella sabbia. I loro “consigli” avvengono in silenzio, attraverso lunghi periodi di immobilità condivisa. Le loro congreghe, dette Sepolture Pensanti, si raccolgono in tombe-templi, rovine nel deserto, o archivi abbandonati. Lì, trascrivono memorie, osservano le stelle, analizzano l’evoluzione delle civiltà mortali. Non ci sono gerarchie fisse, ma si riconosce autorità a chi conserva più memoria o ha completato più cicli di contemplazione. Al di fuori di questi ambienti, gli Inariditi si muovono in silenzio tra i viventi, assumendo ruoli marginali come consiglieri, veggenti o custodi di segreti.


Terre Natie

Gli Inariditi emergono principalmente in deserti arcaici, necropoli dimenticate, o strutture antiche sepolte dal tempo. La loro origine è sempre legata a luoghi inariditi dalla luce e dal vento, dove il tempo stesso pare essersi cristallizzato. I più antichi provengono dalle Valli della Polvere Senza Fine, dalle Piramidi Invertite di Qar-Yet, o dal Santuario di Sotto-Ombra, dove l’essiccazione magica e il culto della memoria hanno sostituito la decomposizione naturale. Questi luoghi sono spesso inaccessibili ai viventi, protetti da enigmi, maledizioni e illusioni del tempo. Gli Inariditi non “nascono”, ma si risvegliano – a volte dopo secoli di stasi – in risposta a eventi cosmici o richiami ancestrali.


Linguaggi

La lingua degli Inariditi è fatta di silenzi, gesti, suoni raschiati e parole sussurrate che ricordano il fruscio della sabbia. Parlano il Comune per necessità, ma prediligono linguaggi rituali come l’Antico, il Primordiale, il Necronico o il Celestiale corrotto. Tra loro usano la Lingua del Crepuscolo, fatta di pause, modulazioni del respiro (anche simulato), e antichi idiomi perduti. Le frasi sono spesso enigmatiche, costruite con strutture circolari che alludono a più significati. Quando scrivono, usano glifi ossidati, incisioni su pietra o sabbia trattata, che durano secoli senza svanire.


Cultura e Tradizioni

Gli Inariditi venerano la memoria come atto sacro. Ogni azione, anche minima, è spesso preceduta da un rituale, un inchino, una formula. Conservano diari, tavolette, tessuti ricamati con simboli mnemonici. Raccontano storie solo per preservarle, mai per intrattenere. Alcuni Inariditi dipingono con polveri minerali, altri creano mosaici fatti di ossa o sabbia colorata per narrare eventi del passato. I funerali sono eventi solenni e muti, in cui il nome del defunto viene inciso nella pietra e poi cancellato lentamente, affinché si dissolva solo quando il ricordo è ben trasmesso. Il Rito della Calcinazione è praticato per liberarsi da emozioni residue: si brucia simbolicamente un ricordo per sigillarlo.


Religione

Gli Inariditi non adorano dèi convenzionali. Venerano entità concettuali come Il Silenzio Eterno, La Sabbia Madre, o La Clessidra Spezzata. Questi culti sono più filosofie ontologiche che religioni vere e proprie. Alcuni servono ancora Myrkul, o versioni depurate di antiche divinità del tempo e della memoria, come Savras o Amaunator. Il culto più misterioso è quello del Sole di Cenere, una divinità muta che si dice illumini la verità sepolta. I sacerdoti Inariditi, detti “Pietrafili”, non predicano: camminano e osservano, fungendo da testimoni della caducità.


Economia

Gli Inariditi non producono, non consumano, e non accumulano ricchezza per desiderio. Tuttavia, comprendono il valore simbolico degli oggetti. Il loro scambio avviene tramite doni rituali, scambio di saperi o trascrizione di memorie. A volte offrono il proprio servizio come veggenti, lettori di ossa, traduttori di lingue morte, o custodi di tombe sacre. In contesti più pragmatici, possono essere impiegati come mediatori in conflitti tribali, archivisti, o consiglieri spettrali nei regni oscuri. Disprezzano l’oro, ma collezionano oggetti rari che “ricordano”.


Relazione con Altre Razze

I viventi provano verso gli Inariditi un misto di rispetto e inquietudine. Gli elfi li osservano con reverenza distante, vedendoli come testimoni di cicli dimenticati. I nani li rispettano come guardiani del tempo. Gli umani li temono, ma a volte li cercano per saggezza o superstizione. I tiefling e i mezzorchi, spesso ai margini, trovano negli Inariditi un riflesso della propria esclusione. Gli eladrin li evitano, mentre le creature extraplanari li riconoscono come entità fisse, stabili, in un cosmo in movimento. Gli undead li trattano come “anziani”, e raramente li sfidano.


ECOLOGIA

Sensi

Gli Inariditi compensano la vista opaca con un senso acuto delle vibrazioni e della memoria ambientale. Sentono variazioni nella temperatura, riconoscono tracce antiche, e percepiscono le emozioni residue nei luoghi. Alcuni sviluppano la “vista eterna”: la capacità di percepire ciò che è avvenuto in un luogo attraverso l’energia residua.


Dieta

Non mangiano né bevono. Tuttavia, compiono rituali simbolici in cui “assaporano” polvere sacra, ambra macinata, o cenere di testi bruciati. Alcuni ingeriscono reliquie o frammenti di oggetti per “assorbirne” la memoria spirituale.


Sonno

Non dormono. Per riposare, si pongono in stato di immobilità contemplativa, restando fermi per 4 ore in posizioni rituali, talvolta al centro di geometrie tracciate nella sabbia. Durante questo stato, rivivono ricordi, analizzano sogni passati o si connettono alle memorie collettive degli Inariditi.


Riproduzione

Sono sterili. Non generano né desiderano discendenza. Tuttavia, tramandano sé stessi attraverso “Memorie Viventi”: oggetti, parole, o azioni che racchiudono la loro essenza. Alcuni scelgono un apprendista mortale su cui incidere parte del proprio sapere prima della dissoluzione finale.


Popolazione

Rarissimi. Esistono pochi Inariditi attivi nel mondo, e molti altri dormono in tombe sigillate, in attesa. Alcuni si svegliano in risposta a eventi cosmici, come eclissi, crisi magiche o ritorni di antiche minacce. Ogni Inaridito conosce l’esistenza degli altri come se condividessero un’eco ancestrale.


Amore

L’amore degli Inariditi non è carnale. Si manifesta come dedizione eterna, custodia della memoria altrui, o condivisione rituale di simboli. Due Inariditi legati possono restare immobili fianco a fianco per decenni senza parlare, uniti da un’intesa perfetta. L’amore verso i viventi è malinconico, quasi platonico, come tra un monumento e chi lo visita.


Morte

Quando un Inaridito perisce, il suo corpo non marcisce, ma si sgretola lentamente in polvere fine. Spesso, il corpo viene raccolto e custodito in urne rituali. Alcuni credono che, se distrutti del tutto, diventino parte della “Memoria del Mondo”, un registro etereo inaccessibile ai viventi. Nessun Inaridito è mai stato riportato in vita con metodi tradizionali.


Voci e Leggende

Si dice che i primi Inariditi furono creati da un dio del sole impazzito, che li rinchiuse nel tempo per proteggerli dalla morte. Altri parlano di un’antica maledizione lanciata su un popolo che rifiutò l’oblio. Alcune leggende li descrivono come “le ultime pagine di un libro che il mondo ha smesso di leggere”. I veggenti affermano che quando gli Inariditi iniziano a risvegliarsi in massa, un ciclo cosmico sta per chiudersi.

ENGLISH

Race: Withered One

“Bones may creak, but the will remains unbroken. We are what endures when all else crumbles.”

Description

Withered Ones are ancient undead beings whose bodies have undergone a process of natural or magical mummification. Unlike typical zombies, they are not slaves to hunger or chaos; they are rational, autonomous entities bound to forgotten legacies. Dried for centuries beneath scorching suns or sealed away in lost tombs, they have retained a spark of consciousness, becoming immortal observers of time and keepers of buried knowledge.

Though their bodies are frail, their minds are clear—unyielding as stone—and their presence commands an archaic respect. Withered Ones are living testaments of bygone epochs, often carrying unresolved duties or bound by oaths forgotten even by the gods.


Withered One Racial Traits

Ability Score Increase. Your Wisdom score increases by 2, and your Constitution score increases by 1.

Age. Withered Ones are technically immortal. Many are already centuries old and cease aging entirely once dried.

Alignment. Withered Ones tend toward Lawful Neutral. Their prolonged existence makes them contemplative and devoted to memory and duty.

Size. Most Withered Ones retain the size of their original bodies (typically Medium).

Speed. Your base walking speed is 25 feet.

Dried Body. Your body has been desiccated by time and magic. You have resistance to necrotic damage and fire damage.

Buried Legacy. Choose one of the following proficiencies: Arcana, History, or Religion. This represents your recollection of ancient knowledge.

Tomb Memory. You do not need to eat, drink, sleep, or breathe. To gain the benefits of a long rest, you must remain motionless and inert for 4 hours while remaining fully conscious.

Unsettling Presence. Living creatures instinctively sense your aura of suspended death. You have advantage on Intimidation checks against creatures that breathe.

Stable Corruption. Your form is no longer subject to change. You are immune to disease and cannot be polymorphed or possessed against your will.

Languages. You can speak, read, and write Common and one ancient language of your choice (such as Infernal, Primordial, or Necronic).


Lore of the Withered Ones

Names and Epithets

Withered Ones rarely retain their original names, as the eras they have endured have eroded language and identity. Instead, they often adopt titles linked to concepts, roles, or memories: “Keeper of Sand,” “Voice of Silence,” “Echo of the Sun,” “The Remainder,” or “Dry Bones.” Many bear ceremonial names derived from religious or noble origins: “Buried Firstborn,” “Shadow Archivist,” or “Broken Sovereign.” Among the living, they are addressed with reverence or dread, called “The Dried,” “Mummies,” “Still Elders,” “Dune Watchers,” or “Children of the Dead Sun.” Among undead, they are known as “The Still,” due to their deliberate motionlessness and control.


Physical Appearance

Withered Ones appear as preserved, desiccated corpses. Their skin resembles thick, wrinkled parchment stretched tightly over bone. Though skeletal, they are unnaturally resilient, devoid of fluids, with tight, dry muscles. Their skin tones range from dark leather to pale sand and are often adorned with carved or tattooed symbols. Eyes are hollow sockets or emit dim glows of amber, ochre, or crimson. They wear dusty cloaks, ceremonial robes, or armor from long-lost civilizations. Their fingers are thin and claw-like, and their movements are slow but precise—like statues stirred to motion only when necessary. Some wear ceremonial masks or worn crowns to conceal remnants of lost nobility or priesthood.


Personality

Withered Ones are reflective, patient, and enveloped in a timeless calm. They have shed shallow emotions, replacing them with impenetrable inner discipline. They speak rarely, and every word is measured—often layered with meaning. They do not respond impulsively but observe and deliberate with a clarity that can be unsettling. Their nature inclines them to meditation, ruinous contemplation, and the preservation of knowledge. Though distant, they possess a dim empathy—understanding pain, desire, and passion as ancient concepts rather than lived impulses. Some develop deep nostalgia or melancholy, wandering ruins in search of identity or redemption.


Society

The “society” of Withered Ones is not built on living relationships but upon structures of thought. When they gather, it is as custodians of collective memory, recognizing one another through ritual postures, codified phrases, or symbols traced into the sand. Their “councils” are silent, held through prolonged, shared stillness. Their congregations, called Thinking Tombs, form in temple-tombs, desert ruins, or abandoned archives, where they record memories, study the stars, and analyze the progression of mortal civilizations. There are no rigid hierarchies—status is acknowledged by memory preserved and contemplation cycles completed. Beyond these places, Withered Ones walk among the living in silence, serving as counselors, seers, or secret-keepers.


Homelands

Withered Ones emerge from ancient deserts, forgotten necropolises, or ruined structures buried in time. Their origin is always tied to places desiccated by light and wind, where time itself seems crystallized. The oldest awaken in the Dustless Valleys, the Inverted Pyramids of Qar-Yet, or the Sanctum of Under-Shadow, where magical desiccation and reverence for memory have replaced natural decay. These places are inaccessible to the living, shielded by riddles, curses, and illusions of time. Withered Ones do not “live” or “die”—they awaken, sometimes after centuries of dormancy, in response to cosmic shifts or ancestral summons.


Languages

The language of Withered Ones is composed of silence, gestures, rasps, and whispering that resembles the hiss of wind over sand. They speak Common when necessary, but prefer ritual tongues such as Ancient, Primordial, Necronic, or corrupted Celestial. Among themselves, they use the Twilight Tongue, marked by pauses, modulated breath (even simulated), and lost idioms. Their phrases are often enigmatic and cyclically structured, layered in meaning. When writing, they inscribe oxidized glyphs or engrave stone and treated sand—designed to endure for centuries.


Culture & Traditions

Withered Ones venerate memory as sacred. Every action, no matter how minor, is preceded by a ritual, bow, or invocation. They preserve journals, tablets, and fabrics embroidered with mnemonic symbols. Stories are told only to preserve, never to entertain. Some paint with mineral dust, others craft mosaics of bone or colored sand to narrate ancient events. Funerals are solemn and mute; the name of the dead is carved into stone and slowly erased as remembrance is passed on. The Calcination Rite is used to purge lingering emotion: a symbolic burning of a memory to seal it away.


Religion

Withered Ones do not worship conventional gods. They revere conceptual entities such as the Eternal Silence, Mother of Dust, or Broken Hourglass. These are more ontological philosophies than true religions. Some still serve Myrkul or purified remnants of ancient deities of time and memory, such as Savras or Amaunator. The most enigmatic cult is the Ashen Sun, a mute deity said to illuminate only buried truths. Their priests, known as “Stone-Followers,” do not preach—they walk and observe, bearing witness to impermanence.


Economy

Withered Ones do not create, consume, or hoard wealth out of desire. Yet, they understand the symbolic value of objects. Their trade occurs through ritual gifts, exchanges of knowledge, or transcription of memories. They may offer services as seers, bone readers, dead-language translators, or tomb guardians. In more pragmatic contexts, they act as mediators in tribal conflicts, archivists, or spectral advisors in shadowed courts. They scorn gold, but treasure rare objects that “remember.”


Relations with Other Races

Living creatures view Withered Ones with a mix of respect and unease. Elves regard them with distant reverence as witnesses of forgotten cycles. Dwarves respect them as guardians of time. Humans fear them but may seek their wisdom. Tieflings and half-orcs, often outcasts themselves, see a reflection of their own marginalization. Eladrin avoid them, while extraplanar beings recognize them as fixed anchors in a shifting cosmos. Undead treat them as elders and rarely oppose them.


ECOLOGY

Senses

Withered Ones compensate for dim vision with an acute awareness of vibration and residual memory. They detect shifts in temperature, trace ancient paths, and perceive the emotional echoes of places. Some develop eternal sight—a gift that allows them to perceive past events imprinted upon a location.


Diet

They do not eat or drink. However, they perform symbolic rituals in which they “taste” sacred dust, powdered amber, or the ash of burned texts. Some consume relic fragments to “absorb” spiritual memory.


Sleep

They do not sleep. To rest, they enter a state of contemplative stillness, remaining motionless for 4 hours in ritual postures, often within sand-drawn geometric patterns. During this trance, they relive memories, analyze past dreams, or commune with the shared memory of their kind.


Reproduction

They are sterile and feel no desire for offspring. However, they transmit their essence through Living Memories—objects, words, or actions that encapsulate their identity. Some choose mortal apprentices upon whom they inscribe part of their legacy before final dissolution.


Population

Extremely rare. Few Withered Ones are active in the world; many others slumber in sealed tombs. Some awaken in response to cosmic events, like eclipses, magical upheaval, or the return of ancient threats. Each Withered One is aware of the others, as if connected by ancestral echo.


Love

Withered love is not carnal. It manifests as eternal dedication, guardianship of another’s memory, or ritual symbol sharing. Two bonded Withered Ones may stand motionless side by side for decades without speaking, united by perfect understanding. Love toward the living is melancholic—almost platonic, like the bond between a monument and the one who visits it.


Death

When a Withered One perishes, their body does not rot, but slowly disintegrates into fine dust. The remains are often collected and kept in ritual urns. Some believe that if utterly destroyed, they become part of the Memory of the World, an ethereal record unreachable by the living. No Withered One has ever been restored to life through traditional means.


Rumors & Legends

It is said the first Withered Ones were created by a mad sun god who locked them in time to protect them from death. Others speak of a curse upon a people who refused oblivion. Some legends describe them as “the final pages of a book the world has stopped reading.” Seers say that when Withered Ones begin awakening en masse, a cosmic cycle nears its end.

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